Nuova indagine europea, co-creata con la comunità, rivela un forte interesse per le opzioni terapeutiche HIV a lunga durata d'azione, ma le conversazioni in clinica risultano ancora insufficienti

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Principali evidenze dello studio Ask Us Europe

Lo studio Ask Us Europe, condotto su oltre 1.900 persone che vivono con HIV in 18 Paesi europei, evidenzia una significativa discrepanza tra l'interesse verso le terapie a lunga durata d'azione (long-acting) e le discussioni effettivamente condotte con i professionisti sanitari.

1. Le terapie long-acting non vengono discusse in modo uniforme

  • L'81% dei partecipanti ha avuto una discussione sull'ottimizzazione della terapia HIV, ma solo il 45% di questi ha parlato della terapia iniettabile a lunga durata d'azione cabotegravir + rilpivirina (Vocabria + Rekambys).
  • Il 19% degli intervistati non ricorda di aver mai avuto una revisione della propria terapia.
  • Le persone con più di 55 anni hanno riportato una minore probabilità di aver discusso delle opzioni long-acting rispetto ai più giovani.
  • Sono emerse differenze nelle discussioni terapeutiche anche in base a etnia, livello di istruzione e tempo trascorso dalla diagnosi.

Conclusione: l'accesso alle informazioni sulle opzioni terapeutiche non è equo e servono conversazioni più proattive e inclusive tra pazienti e operatori sanitari.

2. Forte interesse per le future opzioni terapeutiche long-acting

  • Il 93% dei partecipanti ha espresso interesse per future terapie a lunga durata d'azione.
  • Le opzioni più apprezzate sono state:
    • Iniezioni somministrate 2-3 volte l'anno (77%)
    • Terapie orali mensili (68%)
    • Terapie orali settimanali (56%)
  • Impianti sottocutanei (40%) e cerotti (34%) hanno riscosso meno interesse.
  • Tra chi aveva già utilizzato cabotegravir + rilpivirina long-acting, l'89% è interessato a future formulazioni iniettabili ancora meno frequenti.

Conclusione: esiste una chiara domanda per un'ampia gamma di opzioni terapeutiche che si adattino alle diverse esigenze e preferenze dei pazienti.

3. Bisogni insoddisfatti nelle persone transgender, non-binarie e gender-diverse

L'analisi di un sottogruppo di 162 persone transgender, non-binarie o gender-diverse ha mostrato:

  • Maggiori necessità di supporto sociale rispetto alle persone cisgender (60% vs 47%).
  • Maggiore frequenza di bisogni non soddisfatti, inclusi:
    • supporto per violenza domestica,
    • dipendenze da droghe e alcol,
    • accesso a cibo e servizi alimentari,
    • supporto tra pari.
  • Solo il 14% aveva ricevuto la terapia CAB+RPV LA, ma tra coloro che non la ricevevano il 65% era interessato ad utilizzarla.
  • Le principali motivazioni di interesse erano:
    • migliorare l'aderenza terapeutica,
    • ridurre il rischio di divulgazione involontaria dello stato HIV,
    • gestire meglio la politerapia.
  • Questo gruppo ha inoltre riportato più frequentemente dosi dimenticate o interruzioni della terapia.

Conclusione: le innovazioni terapeutiche devono essere accompagnate da adeguati servizi di supporto sociale e clinico per rispondere ai bisogni delle popolazioni più vulnerabili.

Messaggio chiave

Lo studio dimostra che l'interesse per le terapie HIV long-acting è molto elevato, ma le opportunità di discuterne con i clinici non sono distribuite equamente. Per migliorare l'accesso alle cure è necessario promuovere un processo decisionale condiviso e garantire che tutti i pazienti siano informati sulle opzioni terapeutiche disponibili.

Maggiori informazioni al seguente link: https://viivhealthcare.com/hiv-news-and-media/news/press-releases/2026/july/strong-interest-in-long-acting-hiv-treatment/

 

 

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